Il valletto del più grande Poeta vivente, l'innominato Principe del Verbo, svela segretamente al mondo l'Arte del nobile cantore. Un diario di confidenze estetiche che si fa Voce d'un caparbio Prescelto altrimenti silente. Ogni verso, notizia, aneddoto, occasione sono qui riportati dall'entusiasmo del semplice Adriel direttamente, come percepiti, rubati, vissuti nel suo servire, ed a Voi donati all'insaputa del Poeta.
sabato 31 dicembre 2011
Si ricomincia
da luglio sono trascorsi brevissimi mesi convulsi e gli accadimenti insorti ne hanno fatto Poltiglia da dimenticare non so esattamente quale concentrazione di negatività possa avermi provocato tanto dolore frustrazione e senso di smarrimento ma certo una selezione di valori ne è nata e zavorre emotive che consideravo inscindibilmente connesse alla mia persona e componenti essenziali e necessitanti della mia sopravvivenza sono affondate in grandi tonfo e sputi abbandonate con gesto di stizza dalla mia pazienza satura di lacrime ingiustificabili quel che resta della seconda parte di questo anno è il peso del tempo gettato nel far solchi sul terreno e nel girovagare nelle stanze tristi nel trascorrere notti di rimuginate ti insonni ed improduttivi per l'incapacità de ome di scacciare le fonti di dolore pir essendo le stesse ben nette ed identificabili ora mi rendo conto con sorpresa di quanto sia perversa umana dedizione il torturarsi indugiando senza sosta sui pensieri negativi e quanto facile sarebbe il mutarne l'essenza con un po'di disciplina emotiva di autocontrollo e di presa visione di una autentica scala dei valori ove ciò che perdiamo e che per questo fatto solo ci sembra la nostra unica ragione di vita a causa della perdita del controllo che ci è sottratto non sia che un rivolo di liquame nel bacino lindo nelle nostre aspettative quando a mente fredda ci rendiamo conto ha nulla e nessuno s'è fatto insostituibile e che siamo noi gli artefici della nostra felicità. sulla riva comodamente attende chi giá sente il fetore delle carcasse che attendono di scorrere ai suoi pied buon anno che trabocchi l'incoscienza e il colore dal cuore d'ognuno e che chi merita il dolore ne abbia a sazietà
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