La fortuna segue il talento, che scalpita all'ombra del coraggio.
Un ultimo passo ancora, ma ci siamo.
Il grosso è fatto, finalmente questo fuoco arde senza controllo, senza freni.
Finalmente, lacrime dolci.
Finalmente, finalmente.
Il rinascere.
La rara felicità dell'immanenza, nel petto.
L'immortalità percepita non deve esserne dissimile.
Il valletto del più grande Poeta vivente, l'innominato Principe del Verbo, svela segretamente al mondo l'Arte del nobile cantore. Un diario di confidenze estetiche che si fa Voce d'un caparbio Prescelto altrimenti silente. Ogni verso, notizia, aneddoto, occasione sono qui riportati dall'entusiasmo del semplice Adriel direttamente, come percepiti, rubati, vissuti nel suo servire, ed a Voi donati all'insaputa del Poeta.
mercoledì 23 ottobre 2013
giovedì 25 luglio 2013
Mellonta Tauta
Un omaggio al Poeta Bambino
Recensione a me stesso
(1996)
"Piove
Si struggono i viandanti
I loro cor paiono
Infrante su scogli
Onde schiumeggianti".
Era una mare gelido, era una scogliera irreale e romanzesca, erano acque nere e la schiuma era tanta e bianca e gonfia, e le onde si frantumavano scrosciando urlanti sulle pietre taglienti o sui massi voluminosi della riva.. si disperdevano sibilando in migliaia di gocce affilate e salate, come lacrime piante per un primo (od un secondo) lutto amoroso - facile assonanza.
E vagando con la mente come un viandante senza meta, abbandonando rapidamente allo scomodo banco il suo giovane corpo di liceale, il giovane Poeta sentiva tutto il freddo di quelle onde rombanti irrompere nella stanza assonnata e cupa e penetrargli il cuore.
Il vagabondaggio portava il peso dei sogni e del misterioso futuro; quanta paura (e quanta ancora oggi ???) faceva tremare il cuore e rimbombar la testa ..
... quasi che non le onde ma il cuore stesso si infrangesse sulle scogliere - impervie minacce dell'adolescenza, sue scivolose pendici ed acuminate sommità di dolori tanto acuti quanto oggi incomprensibili e stupidi..
L'inevitabile ritualità delle Arti
Sì, tutto è Luna in me.
È la presenza costante nei miei versi; il marchio d'appartenenza tatuato su ciascun avambraccio; è il logo sul serbatoio d'idee, che grasso e polvere non intaccano nei rettilinei pomeridiani; ricorre nelle rime, nelle prose e nei flussi miei, come se altro da dire in testa non vi fosse, come se la tinta scelta dall'artigiano uniformasse mensole e serragli nella monocromia: un pollaio di galline albine consacrato ad uova d'oro e gusci di seta.
Ogni Uomo che sia padre di versi (versi decenti, prose leggibili, parole sensate) subisce l'imposizione descrittiva della propria poetica dal critico di turno (che sta alla poesia come un cane alle aiuole di Rose). Ecco dunque, non tollerando i critici e men che meno i turni, che v'anticipo la mia: chiamatela Lunare signori, Poetica Lunare !! E che vi basti la voce per chiamare, vi basti il cuore per cantare.
martedì 23 luglio 2013
Panna crespa
e poi c'è la Luna, quel bel bicchiere colmo di latte tiepido, conficcato a fondo nel denso impasto nero del cielo - morbida la sua pelle, di panna - rabbrividisce, quando v'inzuppo la mollica delle mie speranze - ritrosa - s'increspa di argentei luccichii e contagia con essi le stelle tutte - ed il desco trema - e le stelle, schizzi sparsi dalla troppa sete, per l'impeto in frantumi a galleggiar nel mare, riflesse - ed ora il Sole, che cuoce i miei biscotti di luce - ed apparecchio il pasto frugale, alla mungitura nuova della prossima Luna
L'alba dei sogni
Il riflesso improvviso di fari in fuga, lanciati oltre l'incrocio e pennellati sul soffitto della stanza, nel pieno del tuo sonno, proiettati oltre la notte da pattuglie troppo vere per ignorarle... un lampo che non domanda scusa, mentre già si tuffa, attraverso vetri ed ante, in altre case e in altri sonni, altri riflessi e risvegli abbacinati... una chiamata alle armi per chi riposa leggero e vigile.
Ai piedi di dove vivi e dove cresci, si consuma il martirio delle idee perfette, delle pagine laccate, le pagine vergate e stampate ed acquistate e lette - le pagine sognate, perfezionate nel tuo regno d'avorio - dove il tuo nome è Arte e Fama!!!
Non qui - qui hai la tua alba privata che giunge, isterica - rapida ed aspra, asciutta - e ti sveglia, silenziosa - dirompente, pur già vecchia - e mentre hai un baccano negli occhi che riesci quasi a sentirli scricchiolare, nelle orecchie ancora t'eccheggia il plauso delle tante istantanee di grandezza di cui ti cibavi nel sonno - che ora, affastellate e discinte, luccicano ammassate, come monetine lanciate e perse, sul tuo cuscino...
non ci credi, ma l'ennesima mattina è sbadatamente balzata nel tuo regno con il solito imbarazzante anticipo ... come un vicino ubriaco che irrompe vomitando nel tuo salotto, l'accogli imprecando ... e .... no, adesso non c'è abbastanza oro sul cuscino per comprare un'altra notte - non qui, non adesso, non da sveglio.
venerdì 19 luglio 2013
sabato 13 luglio 2013
Giù, scendendo, l'una porta o l'altra: scegli
Come stan due porte della stessa cantina
Nell'umidore, al buio - voci di speranza
L'una aperta quando l'altra é reclina:
Ché l'aer qui é denso e mantien sostanza
Poeta ed uomo, antica e buia usanza
Nel cor permane odor della sua crina
"Non mai d'insiem sian versi e creanza !"
O ne svanirà il sentor - nella corrente fina
mercoledì 10 luglio 2013
lunedì 8 luglio 2013
Aim High (sans merci)
Nell'ebbrezza del volo si dischiude l'alterigia del sentimento audace, si sparigliano i cordami che ci inchiodano agli equilibrismi di maniera e WHHOOOOOOOAAAAAA si accende l'aria del primitivo entusiasmo.
Ciò che sfugge alla genealogia del volo è l'inquietudine del NON atterraggio e del NON ritorno: che sia funzionale o letale, il ritorno a terra è immanente nel contesto gravitazionale in cui muoviamo i nostri primi passi e torturiamo le nostre acerbe composizioni giovanili. E che tonfi quelle rime tronche! E che lividi quei balzi spropositati da altezze invereconde!
Abbiamo consumato le candele di mille chiese per un paio d'ali e nessuno troneggia sul nostro arsenale di calamai meglio di noi, timidi comandanti..
Si vola e si vola, fino alla meta, fra Don Franciacorta e cieli di spuma -
si cade, si cade, sempre si cade, se vendi bidet per un bagno di luna
Ciò che sfugge alla genealogia del volo è l'inquietudine del NON atterraggio e del NON ritorno: che sia funzionale o letale, il ritorno a terra è immanente nel contesto gravitazionale in cui muoviamo i nostri primi passi e torturiamo le nostre acerbe composizioni giovanili. E che tonfi quelle rime tronche! E che lividi quei balzi spropositati da altezze invereconde!
Abbiamo consumato le candele di mille chiese per un paio d'ali e nessuno troneggia sul nostro arsenale di calamai meglio di noi, timidi comandanti..
Si vola e si vola, fino alla meta, fra Don Franciacorta e cieli di spuma -
si cade, si cade, sempre si cade, se vendi bidet per un bagno di luna
venerdì 5 luglio 2013
Abracadabra in Boleskine House
C' è un che di malvagio nel brulicare infantile - in particolare modo nelle situazioni sociali di consesso e celebrazione - una vaga insaporitura di frollato o decotto, insistente come la prima telefonata domenicale, invadente come sabbia sulla pelle schermata, che par manovra dell'Inferno per anticipar le pene - indifeso assisto ed indifeso accetto - e nuovamente mi chiedo quale tenerezza vi sia in un piccolo idiota che blatera e corre disconnesso - lobotomy.
In ogni caso, sono un semidio, e ciò non può discutersi - mi fu maestro Ovidio.
In ogni caso, sono un semidio, e ciò non può discutersi - mi fu maestro Ovidio.
giovedì 4 luglio 2013
A lonely getting along alone
La sottana del mondo è intessuta di pizzo e convinzioni limitanti e l'onestá dell'educata sua crescita l'ha fatta di lino grezzo e spesso -
quel che traspare è tuttavia indecente ed è via per via più scandaloso
(sol che si rifletta sulle estasi perdute e calate nelle risacche estive)
grevi e incastonati stanno i dubbi del forse e del no in soggiorno coatto alla corte del Sí
un regno incastrato nel loop del chicazzosenefrega e del pregaprega
ma ho in mano questa corona e questa Croce
questa Betlemme in pocket size
e sento qui le piaghe ed esplode il mio rispetto e sdegno ed il mio abbraccio va - lo rincorre
- gli occhi al cielo ogni mattina per un grazie
le mani nel fuoco ogni sera per un grazie
al di sotto del bene e del male
cos'è successo al per sempre ?
attende sul parafango il prossimo schizzo di merda
intrecciando rose di carta da tabacco e medicamenti da trincea
- ed evaporano i sensi come acqua sugli scogli -
nel tepore dolce d'un lontano non troppo distante
e degli echi dei bambini degli altri:
ho ali di pop corn e sono tutt'uno zucchero
quel che traspare è tuttavia indecente ed è via per via più scandaloso
(sol che si rifletta sulle estasi perdute e calate nelle risacche estive)
grevi e incastonati stanno i dubbi del forse e del no in soggiorno coatto alla corte del Sí
un regno incastrato nel loop del chicazzosenefrega e del pregaprega
ma ho in mano questa corona e questa Croce
questa Betlemme in pocket size
e sento qui le piaghe ed esplode il mio rispetto e sdegno ed il mio abbraccio va - lo rincorre
- gli occhi al cielo ogni mattina per un grazie
le mani nel fuoco ogni sera per un grazie
al di sotto del bene e del male
cos'è successo al per sempre ?
attende sul parafango il prossimo schizzo di merda
intrecciando rose di carta da tabacco e medicamenti da trincea
- ed evaporano i sensi come acqua sugli scogli -
nel tepore dolce d'un lontano non troppo distante
e degli echi dei bambini degli altri:
ho ali di pop corn e sono tutt'uno zucchero
Gloomy bloody membership partner card
- Che cos'è?
- Un uomo, naturalmente.
- Si, ma che cosa fa ?
- Vive, ed è un uomo.
- Certo, ma deve pur lavorare. Avrà una qualche occupazione.
- Perche ?
- Perchè si vede che non appartiene alla classe agiata.
- Non so, Ha molto tempo per sè, e fa delle bellissime sedie.
- Qui ti volevo ! Allora è un ebanista !
- No no !
- Insomma, è un falegname!
- No niente affatto !
- Ma l'hai detto tu !!!
- Che cosa avrei detto io ??
- Che fa sedie e che è un falegname !
- Ho detto che fa sedie, non che è un falegname !
- Va bene. Allora le fa per diletto?
- Forse ! Senti secondo te un tordo è un flautista di professione o è solo un dilettante ?
- Direi che è soltanto un uccello.
- E io dico che lui è soltanto un uomo.
martedì 2 luglio 2013
Anchora .... Ante Porcos !!!
quel giovane estroverso, con vesti chiare, sangue scuro, che amava profumi e luoghi e che allestiva spettacoli nelle segrete del cuore, è ancora vivo
una notte, spenta, accese le ombre un Angelo, stanco ed asimmetrico, consegnando seriosa la Spada dorata al giovane che la conserva.
una mattina, vuota, riempì gli spazi un Diavolo, limpido e sagace, consegnando virtuoso lo Scudo argentato al giovane che lo conserva.
un'alba, finta, s'avveró la profezia ed un Mago, vecchio ed immaturo. consegnò collerico le Carte schiumose al giovane che le conserva.
un domani, trascorso, arrivó la contesa ed un Uomo, giovane ed armato d'oro, argento e carta, ribaltó il mondo ed instauró le nuove felicità e le nuove leggi.
Dormi, inchiostro alla mano, e credi che i giorni si voltino ad attenderti?
La pace sia con te, fuori dalla porta sono fiamme, dentro tutto brucia, ci sono pentole e sabba e streghe e le lampade da sole si spengono,,,, un gesto ed una rima, e riscaldate le vostre ceneri !!!
Io sono il veggente
Io ho le chiavi delle vostre paure
Io soffio sul fuoco
Io cavo ragni dal buco
Io salgo e scendo senza rumore
Nessun ascensore
o vuoto colore
può oggi velare
la mia luce lunare
lunedì 1 luglio 2013
FFFUCK'EM!!!!
Un po' di chiarezza nelle dottrine e nelle filosofie.
Con quanta superbia le culture borghesi scoperchiano le arti al sol fine di vomitare scarni epiteti nelle povere pentole fumanti ? E che dire delle patetiche isterie delle velate, delle giuste dottrine aromatizzate al puzzo d'incenso, che anche fra neve e Chianti colmano le sere festive con ore di ceci e litanie dormienti ? I primi a dormire sono i censori ! Sulle panche, sugli scranni, nelle tristi cerimonie tralaticie, di cui hanno perso le corrette chiavi di lettura, scandiscono a russate e scrollate di capo i boriosi strali del prete pedofilo - ah, quanta ironia sotto le stelle !!! Rigore e disciplina ! Esto vir !! Esto un sacrosanto paio di palle !!! Vite consacrate alla bontà che con noncuranza mandano a morte gli innocenti e scelgono il più crudele ed ottuso egoismo pur di non mettere in gioco le loro vuote credenze.... non c'è pena e non c'è sorpresa peggiore per codeste ridicole associazioni di uomini senza palle e false suore un po' troie e un po' stupide di trovare dopo la morte proprio quell' inferno che tanto temono (ma solo quando pregano lo temono, perché quando lo decidono non esiste turpiloquio o vizio che non provino, peggio delle bestie e delle scimmie... bel relativismo da Sante Maddalene..) o di trovar quel paradiso di cui si riempiono la bocca e vedere quanto impiegano a rimorir di noia e ad evocare i diavoli .... viviamo un'epoca ripugnante e resa sporca dai falsi buonismi....... Grazie a Dio, Dio non è un coglione, se la ride di questi sfigati e ci parla a mezzo del buon vecchio Rock' n' Roll!!!! ed il messaggio è chiaro, ed il Verbo é univoco, e la predestinazione è certa alla salvezza: FUCK'EM!!! quanto al Principe......... keep on singing my song, people tell me i'm wrong,,,, FUCK'EM!!!
Con quanta superbia le culture borghesi scoperchiano le arti al sol fine di vomitare scarni epiteti nelle povere pentole fumanti ? E che dire delle patetiche isterie delle velate, delle giuste dottrine aromatizzate al puzzo d'incenso, che anche fra neve e Chianti colmano le sere festive con ore di ceci e litanie dormienti ? I primi a dormire sono i censori ! Sulle panche, sugli scranni, nelle tristi cerimonie tralaticie, di cui hanno perso le corrette chiavi di lettura, scandiscono a russate e scrollate di capo i boriosi strali del prete pedofilo - ah, quanta ironia sotto le stelle !!! Rigore e disciplina ! Esto vir !! Esto un sacrosanto paio di palle !!! Vite consacrate alla bontà che con noncuranza mandano a morte gli innocenti e scelgono il più crudele ed ottuso egoismo pur di non mettere in gioco le loro vuote credenze.... non c'è pena e non c'è sorpresa peggiore per codeste ridicole associazioni di uomini senza palle e false suore un po' troie e un po' stupide di trovare dopo la morte proprio quell' inferno che tanto temono (ma solo quando pregano lo temono, perché quando lo decidono non esiste turpiloquio o vizio che non provino, peggio delle bestie e delle scimmie... bel relativismo da Sante Maddalene..) o di trovar quel paradiso di cui si riempiono la bocca e vedere quanto impiegano a rimorir di noia e ad evocare i diavoli .... viviamo un'epoca ripugnante e resa sporca dai falsi buonismi....... Grazie a Dio, Dio non è un coglione, se la ride di questi sfigati e ci parla a mezzo del buon vecchio Rock' n' Roll!!!! ed il messaggio è chiaro, ed il Verbo é univoco, e la predestinazione è certa alla salvezza: FUCK'EM!!! quanto al Principe......... keep on singing my song, people tell me i'm wrong,,,, FUCK'EM!!!
mercoledì 1 maggio 2013
Facciamo che eravamo Noi
Come una falange spartana
Ogni caffè sarà scelto amaro
Come una falange spartana
Ameremo ogni nostro caffè
Come una falange spartana
Ogni caffè sarà scelto amaro
Come una falange spartana
Ameremo ogni nostro caffè
Come una falange spartana
... Facciamo che eravamo ancora stessi ?
lunedì 4 marzo 2013
l'ora del the
e come erbe raccolte ed essiccate e nel buon the pregiato compresse, raccolte, imbustate, immerse nel bollore
e nell'acqua di vetro subito un velo ambrato si spande, sinuoso e sensuale
....quasi che non acqua in quella brocca ma siero e vino e sciroppi vi fossero stati mai...
così al pensarti
nelle stanze ch'io vivo s'irradiano dolcezze e profumi tuoi
e sei con me in ogni dove, e l'aria si fa acqua di fuoco e subito s'ambra di terra carnosa e subito s'insaporisce e subito il labbro trabocca di te e nell'occhio il tuo sapore ha forme nette e si beve e si beve e si beve e Noi fondiamo nei gusti regni nuovi e vesti e contatti e sussulti e
la tua incessante vitalità, le tue dolci e diffuse lacrime..
e nelle sere canute,
in questi meriggi
e nelle albe in fasce
lo special gusto che i giorni prendon quando v'immergi te tutta
darà motivi e forme per i nuovi grandi entusiasmi
venerdì 1 marzo 2013
l'Amico Marchese
il punto è che quando sei giusto, stai sul cazzo a molta gente.
il punto è, inoltre, che quando sei veramente giusto, stai sul cazzo a moltissima gente.
il problema è che a Noi, questa gente, non tange.
abbandonando il turpiloquio, ragioniamo. anzi no, ragioniamo E turpiloquiamo.
le vie per la Salvezza in vita, sono molte
chi in preghiere chi in versi, elevarsi è sempre necessario
nulla conta se non percepire il raggiungimento del massimo grado possibile di elevazione interiore
e Noi, già elevati a prescidere, vivendo in terra d'uomini, ne vediamo di cotte e di crude, con tutta questa gentina che, nel giusto desiderio di elevarsi, sbaglia il modo, sbaglia la via.
gente che cerca di salire un po' più su poggiando le zampe lorde su scaloni, altari, terrazze, edifici di gusto, mura pregiate: la vostra elevazione è nulla più che salire sul cesso - quando lo capirete !!
in particolare, vedo controvoglia e cotidie, in questi mesi, un soggetto che scalpita per elevare la sua sgraziata e barbuta calotta alopecica un poco sopra il livello della merda cui appartiene - come bolle d'aria nel fango, come grumi nel vomito, come muffa sul cibo, vorrebbe guadagnare qualche millimetro di nulla in più del suo niente.
e son pervaso di disgusto per la sua faccia improponibile, la sua voce anale, le sue forme caciottesche il suo gorgogliante incedere
e son pervaso di pietà per la sua invidia, la sua falsa amicizia, il suo flebile e modato parlare, il suo terrificante concetto di abbigliamento
con cosa si eleverà costui ?
lasciandosi trasportare nell'aere dalle flatulenze sue ?
il Principe, Io, Noi lo facciamo, come sempre, con Poesia, un discreto ricorso al confronto con i Colleghi Celesti e la custodia dei sentimenti puri.
si eleverà lui forse sodomizzando le ore che dedica ai fascicoli con cui prega che gli sia caricata la schiena pelosa ?
con quale risultato, se alla fine altri danno frutti migliori non rinunciando a jim e rimbaud ?
alcune professioni trasformano il talento in tormento, e lacerano la carne con le medaglie posticce che ti affondano in petto i furbi seniores
quando un timbro di voce trasmette l'incessante aspettativa del dominus anglofilo, quando il closing time esala una mestizia che par mai sazia del tuo curvarti, quando il dealing infiocca il successo con strenne e delizie che hanno il sapore del Calvario, quando i rapporti umani hanno la rarefazione che immagino abbia l'aria fresca dell'ultimo piano quando vi giunge, affannato, l'imminente suicida....
....quando ti rompi i coglioni della gente di merda.....
quando lo fai, c'è ancora lui, la perniciosa commistione genetica fra un orefizio d'elefante e l'Obelix di fumettesca memoria... Orefix, lo chiamerò.
l'illuso, con altri sabotatori come lui, impalati con la verga dell'invidia con cui si sollazzano, pensando che l'essere un po' più qualcosa di qualcun altro, l'avere un po' di più, dipenda dalla corsa contro, dalla lotta contro, dalla guerra contro.
ma non ha compreso che è contra se che dovrebbe indirizzare i rigurgiti !
se è Nobile l'impasto altrui non mai simili saranno i canederli di pane e merda pescati nella crema del mercato legale
l'illuso, semplicemente, puzza di miseria d'animo
-----
primus inter porcos scrivevo in passato..
oggettivamente, cosa devo ancora dimostrare a me stesso ? se anche in questi privilegiati e selezionatissimi top levels di prestigio professionale riesco a rendermi conto, con sovrano disprezzo e mentre affermo le mie abilità - godendo intensamente della schiumare di Orefix - del putridume che mi circonda, non mi sono già dato risposta ?
grazie a Dio, io sono io, mi nutro d'Io, e sono fatto D'io
ed il grande Alberto, vestito da Marchese, dirà ad Orefix quel che resta...
il punto è, inoltre, che quando sei veramente giusto, stai sul cazzo a moltissima gente.
il problema è che a Noi, questa gente, non tange.
abbandonando il turpiloquio, ragioniamo. anzi no, ragioniamo E turpiloquiamo.
le vie per la Salvezza in vita, sono molte
chi in preghiere chi in versi, elevarsi è sempre necessario
nulla conta se non percepire il raggiungimento del massimo grado possibile di elevazione interiore
e Noi, già elevati a prescidere, vivendo in terra d'uomini, ne vediamo di cotte e di crude, con tutta questa gentina che, nel giusto desiderio di elevarsi, sbaglia il modo, sbaglia la via.
gente che cerca di salire un po' più su poggiando le zampe lorde su scaloni, altari, terrazze, edifici di gusto, mura pregiate: la vostra elevazione è nulla più che salire sul cesso - quando lo capirete !!
in particolare, vedo controvoglia e cotidie, in questi mesi, un soggetto che scalpita per elevare la sua sgraziata e barbuta calotta alopecica un poco sopra il livello della merda cui appartiene - come bolle d'aria nel fango, come grumi nel vomito, come muffa sul cibo, vorrebbe guadagnare qualche millimetro di nulla in più del suo niente.
e son pervaso di disgusto per la sua faccia improponibile, la sua voce anale, le sue forme caciottesche il suo gorgogliante incedere
e son pervaso di pietà per la sua invidia, la sua falsa amicizia, il suo flebile e modato parlare, il suo terrificante concetto di abbigliamento
con cosa si eleverà costui ?
lasciandosi trasportare nell'aere dalle flatulenze sue ?
il Principe, Io, Noi lo facciamo, come sempre, con Poesia, un discreto ricorso al confronto con i Colleghi Celesti e la custodia dei sentimenti puri.
si eleverà lui forse sodomizzando le ore che dedica ai fascicoli con cui prega che gli sia caricata la schiena pelosa ?
con quale risultato, se alla fine altri danno frutti migliori non rinunciando a jim e rimbaud ?
alcune professioni trasformano il talento in tormento, e lacerano la carne con le medaglie posticce che ti affondano in petto i furbi seniores
quando un timbro di voce trasmette l'incessante aspettativa del dominus anglofilo, quando il closing time esala una mestizia che par mai sazia del tuo curvarti, quando il dealing infiocca il successo con strenne e delizie che hanno il sapore del Calvario, quando i rapporti umani hanno la rarefazione che immagino abbia l'aria fresca dell'ultimo piano quando vi giunge, affannato, l'imminente suicida....
....quando ti rompi i coglioni della gente di merda.....
quando lo fai, c'è ancora lui, la perniciosa commistione genetica fra un orefizio d'elefante e l'Obelix di fumettesca memoria... Orefix, lo chiamerò.
l'illuso, con altri sabotatori come lui, impalati con la verga dell'invidia con cui si sollazzano, pensando che l'essere un po' più qualcosa di qualcun altro, l'avere un po' di più, dipenda dalla corsa contro, dalla lotta contro, dalla guerra contro.
ma non ha compreso che è contra se che dovrebbe indirizzare i rigurgiti !
se è Nobile l'impasto altrui non mai simili saranno i canederli di pane e merda pescati nella crema del mercato legale
l'illuso, semplicemente, puzza di miseria d'animo
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primus inter porcos scrivevo in passato..
oggettivamente, cosa devo ancora dimostrare a me stesso ? se anche in questi privilegiati e selezionatissimi top levels di prestigio professionale riesco a rendermi conto, con sovrano disprezzo e mentre affermo le mie abilità - godendo intensamente della schiumare di Orefix - del putridume che mi circonda, non mi sono già dato risposta ?
grazie a Dio, io sono io, mi nutro d'Io, e sono fatto D'io
ed il grande Alberto, vestito da Marchese, dirà ad Orefix quel che resta...
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