venerdì 1 marzo 2013

l'Amico Marchese

il punto è che quando sei giusto, stai sul cazzo a molta gente.
il punto è, inoltre, che quando sei veramente giusto, stai sul cazzo a moltissima gente.

il problema è che a Noi, questa gente, non tange.

abbandonando il turpiloquio, ragioniamo. anzi no, ragioniamo E turpiloquiamo.

le vie per la Salvezza in vita, sono molte

chi in preghiere chi in versi, elevarsi è sempre necessario

nulla conta se non percepire il raggiungimento del massimo grado possibile di elevazione interiore

e Noi, già elevati a prescidere, vivendo in terra d'uomini, ne vediamo di cotte e di crude, con tutta questa gentina che, nel giusto desiderio di elevarsi, sbaglia il modo, sbaglia la via.

gente che cerca di salire un po' più su poggiando le zampe lorde su scaloni, altari, terrazze, edifici di gusto, mura pregiate: la vostra elevazione è nulla più che salire sul cesso - quando lo capirete !!

in particolare, vedo controvoglia e cotidie, in questi mesi, un soggetto che scalpita per elevare la sua sgraziata e barbuta calotta alopecica un poco sopra il livello della merda cui appartiene - come bolle d'aria nel fango, come grumi nel vomito, come muffa sul cibo, vorrebbe guadagnare qualche millimetro di nulla in più del suo niente.

e son pervaso di disgusto per la sua faccia improponibile, la sua voce anale, le sue forme caciottesche il suo gorgogliante incedere

e son pervaso di pietà per la sua invidia, la sua falsa amicizia, il suo flebile e modato parlare, il suo terrificante concetto di abbigliamento

con cosa si eleverà costui ?

lasciandosi trasportare nell'aere dalle flatulenze sue ?

 il Principe, Io, Noi lo facciamo, come sempre, con Poesia, un discreto ricorso al confronto con i Colleghi Celesti e la custodia dei sentimenti puri.

si eleverà lui forse sodomizzando le ore che dedica ai fascicoli con cui prega che gli sia caricata la schiena pelosa ?

con quale risultato, se alla fine altri danno frutti migliori non rinunciando a jim e rimbaud ?

alcune professioni trasformano il talento in tormento, e lacerano la carne con le medaglie posticce che ti affondano in petto i furbi seniores

quando un timbro di voce trasmette l'incessante aspettativa del dominus anglofilo, quando il closing time esala una mestizia che par mai sazia del tuo curvarti, quando il dealing infiocca il successo con strenne e delizie che hanno il sapore del Calvario, quando i rapporti umani hanno la rarefazione che immagino abbia l'aria fresca dell'ultimo piano quando vi giunge, affannato, l'imminente suicida....
....quando ti rompi i coglioni della gente di merda.....

quando lo fai, c'è ancora lui, la perniciosa commistione genetica fra un orefizio d'elefante e l'Obelix di fumettesca memoria... Orefix, lo chiamerò.

l'illuso, con altri sabotatori come lui, impalati con la verga dell'invidia con cui si sollazzano, pensando che l'essere un po' più qualcosa di qualcun altro, l'avere un po' di più, dipenda dalla corsa contro, dalla lotta contro, dalla guerra contro.

ma non ha compreso che è contra se che dovrebbe indirizzare i rigurgiti !

se è Nobile l'impasto altrui non mai simili saranno i canederli di pane e merda pescati nella crema del mercato legale

l'illuso, semplicemente, puzza di miseria d'animo

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primus inter porcos scrivevo in passato..

oggettivamente, cosa devo ancora dimostrare a me stesso ? se anche in questi privilegiati e selezionatissimi top levels di prestigio professionale riesco a rendermi conto, con sovrano disprezzo e mentre affermo le mie abilità - godendo intensamente della schiumare di Orefix - del putridume che mi circonda, non mi sono già dato risposta ?

grazie a Dio, io sono io, mi nutro d'Io, e sono fatto D'io

ed il grande Alberto, vestito da Marchese, dirà ad Orefix quel che resta...

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