giovedì 14 luglio 2011

La Democrazia dell'Uguaglianza e la Nuova Aristocrazia.

Una rivelazione: il Principe non appartiene all'aristocrazia di sangue nè partecipa alla diluizione di patrimonio genetico propria dei privilegiati incestuosi.
La disprezza, anzi, per la sua incapacità di perdurare e per l'arrendevole cedevolezza alle idee malsane del progresso.

Non che non creda nella giustizia sociale e nell'uguaglianza, dogmi democratici la cui critica è costituzionalmente vietata in ogni buono stato borghese e impedita dall'elegante prosa delle Supreme Carte da cui dipende l'igiene delle classi e dei popoli; semplicemente ha difficoltà di comprensione e, come il buon selvaggio ammette le proprie manchevolezze nella lettura, gettando i libri nel fuoco che lo scalda d'inverno, così il Poeta, in questo elegantemente e squisitamente selvatico, basito innanzi ai bei modi delle genti in tumulto nei mercati, all'ostentazione fine dei borghesucci e degli arricchiti, alle (così musicali !) urla gutturali degli abitanti delle terre di mezzo, non capisce, gira sui tacchi lucenti e, sistemandosi il bavero, rinuncia al suo posto in questo mondo.

Un bel mondo che sarà ben ugualmente uguale nell'uguaglianza senza uno come lui, così strano, non credete ? E' questo il suo service, è il suo rendersi socialmente utile, togliendo alla bassezza del mondo l'imbarazzo della propria altezza.

Un nuovo ordine c'è.
Quella del Poeta è un'Aristrocrazia nuova ed eterna, fondata, all'insaputa dei più, nel disordine di questa e quell'epoca.
A capo di un elegante plotone, terminata l'esecuzione della Ragione, il Principe, tralasciando d'inumarne il cadavere (è nota la rapidità di decomposizione delle idee giuste, rese leggere dalla mancanza di contenuto concreto) ha elevato sul corpo martoriato il vessillo del Simbolo, e, disgustato, ma ricco di forza e tessuti, ha declamato il progetto: La Nuova Aristocrazia del Verbo, tanto più difficile da infrangere in quanto fondata sulle facoltà più preziose e indistruttibili, sui doni celesti che lavoro e denaro non possono procurare: Anima, Intelletto, Senso dell'Infinito, Poesia, Distinzione fra i Sessi.

Abolizione di Mediocrità, Rozzezza e Volgarità.

Un sole al tramonto che splende in eterno,
in fondo la giusta luce per la lettura, per l'amore, per la vita.

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