Devo ricredermi, sbaglio spesso e questa è l'ennesima volta (non il Principe, che quando afferma o sostiene cose che si dimostrano diverse nella realtà materiale, permane nel giusto, errando invece il reale, che sempre è fallace).
Cresciuto nell'umidità di stanze dalle alte volte, sorvegliato da occhi pennellati di aristoratico fulgore, ho sempre prediletto la vellutatezza dei modi della classe che servo.
Fra i sottoposti, per dirla chiara, sono un regnante.
Guardavo, e guardo, quindi, con sovrano sospetto, le carni soleggiate, il sudore polveroso e le rughe scolpite da assolatezze operaie; immaginavo la voce del volgo come urla orchesche, la presa del bicchiere del bifolco come morsa lercia che frantuma cristalli, l'olezzo del respiro agreste come reflusso di fogna; il tutto, pur appartenendo e condividendo (formalmente) la storia, il sangue, le lacrime del popolo.
La mia promozione sociale è stata condotta da Versi altrui, ma totalmente sincera e meritata.
Oggi mi ricredo innanzi all'onestà intellettuale, all'affabilità dei modi, alle semplicità cordiali, alla rude franchezza del mastro di tubi che, dopo accurata sventratura del pregiato legno della camera da letto del Principe, sta ora sostituendo integralmente le arterie del tepore invernale.
Il Poeta gli rivolge parola ! Il Dandy assoluto, l'antistorico, il Principe, il nostro Poeta, il divo ultimo dell'eterno candore, condivide un sorriso con l'essenza della storia plebea !
Questa è giustizia sociale !
Questa l'ennesima rivincita del vero sui misfatti della Puttana Verde, la borghesia ! (Che nulla ha da spartire con le raffinatezze della Fata Verde, ma questa è un'altra storia che mi prometto di narrare...)
E tutto si svolge naturalmente! Con un approccio rilassato, tipico della conversazione inter pares !
I modi con cui il Principe si rivolge all'individuo, esteticamente conatesco, e la genuinità delle spontanee ed affabili risposte che da questo riceve, parlano la voce dell'univerale modo cortese.
Io vedo ! Vedo un Poeta che, manifestamente, preferisce intrattenersi a parlar di mercimonio di femmine e pizzicar di corde elettriche con gente semplice, infinitamente più di quanto tolleri gettare i minuti preziosi della sua eterna giovinezza a parlar di diritto con praticanti della c.d. ars notariae deficienti e totalmente privi di fantasia, inventiva, humor, bellezza, desiderio sessuale, fisicità, prontezza di riflessi, dinamismo intellettuale, cultura, gentilezza, ironia, affabilità, senso del piacere, gusto, eleganza, raffinatezza.
Siano benedetti i semplici ! Sopravviva la grandiosa onestà del popolo consapevole, con il rispetto che la buona gente accorda ai Grandi ! E che anneghi in un oceano di merda quel certo tono di superiorità posticcia che il borghese medio assume, ridicolo, poggiando le carni molli sul suo presunto benessere !
Venga la grande onda e si spalanchi la fogna !
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