domenica 26 giugno 2011

Il Custode della Volontà

Questa notte è riuscito a riposare.
Il mio riposo, da questa notte, sarà penoso.

Nella stanza dalle cento finestre ha steso la mantella vicino al fuoco, ed ha preso sonno con ancora il pennelo intinto nel calice.

Questa mattina, i drappeggi bianchi con i quali mi ha ordinato di rivestire gli antichi arazzi recavano scritte arcane, e quanto - quanto !! - lo stupore nell'apprendere che il centro dell' inquietudine era il mio nome !!!

Adriel è per me nulla più d'un nome, scelto alla nascita da sconosciuti e, per ventura, abbinato ad un cognome sul quale, al massimo, si può concedere d'ironizzare per la tetra assonanza.

Quale mistico sapere custodisce, invece, il mio Principe ? Cos'ha dipinto ? Quale connessione fra quel numero 17 ripetuto con ossessione sulle lenzuola, quelle ali d'angelo ovunque bordate di rosso e quei diabolici satiri priapici in celebrazione ?

"Trova perno sull'ora palindroma.
Fondato l'Ordine resta il tanfo.
Quale idioma per chi forgia e placa ?
Oh, felice ripugnanza !

Primus ante Porcos
la forma molle e democratica
della specularità radiosa
- finisce - non ha inizio -
il Prescelto è un Cerbero goloso."

 Al risveglio non ha saputo dire altro. E parlando a sé stesso, non certo a questo povero Atterrito, al quale non rivolge parola. Avremo cent'anni di differenza, ed il rispetto per questa mia prima maturità non lo conosce quel Beato Adolescente !!

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