lunedì 27 giugno 2011

Sed non Montata

Oggi non v'è modo di avvicinarlo, s'è dato al cinema.

Fra le carte Sue più recenti, v'è - infatti - questa lirica semplice, direi dimessa, dal soggetto così moderno - che quasi non par sua:


"Pene d’Attor Precluse

Pellicola, Dio seppiato
Trascendente nel Girare
Poi rammendo circolare,
- Taglio - nemesi: Montato.

Quella scena da Tagliare,
Entusiasmo pugnalato!
E lo sguardo più temuto:
La comparsa d’amputare.

Ch’io sia dentro - vana luce,
Al calar del buio in sala!

Sia la mia l’ultima voce
Che la Critica segnala !"



Il lettore deve sapere che è carattere del nostro Poeta, nell'adempimento dell'orrenda missione di cui è suo mal grado mandatario, l'assumere le sembianze umorali della catergoria umana prescelta e, onde ritrarne il sentimento, farne proprie le forme espositive, la lingua, la dizione, le conoscenze, e, dunque, anche, difetti, astrusità, banalità. Perchè la tragedia del Normale è il passatempo dell'Arte - che è crudele - e getta il Poeta a consumar nel lazzaretto, come l'incisore getta alla polvere le lance spuntate, dopo averne tratto un Luyken.











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