venerdì 24 giugno 2011

Il Gigante lo chiamava Spleen

Rattristato dalla pergamena di polveri sottili distesa ieri sul cielo, il vostro Principe appuntava distratto queste parole sul dorso della mia mano..

Augurandomi di legger chiaro (uso lavarmi fra una sessione e l'altra) ve le riporto:

"ho idee frizzanti, calde e luminose -  saettano l'una sull'altra come pulcini di fuoco - e giù !! giù da un nido di pagine.. ma eccole, canaglie ... indugiano !! poi, anche, esitano ! stentano a sbocciare, e come - come s'incagliano nella corazza di disillusione che mi è scesa sul capo, circospetta !
come un giovane sole autunnale, in calzamaglia di nebbia, che si dimeni - isterico - stretto nell'inviluppo affastellato d' un'opprimente coltre di freddo, rammendata di nuvole e lacerata dal vento"

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